ILMONDOSENZ@DIME estratti dal primo libro più bello di questo nuovo millennio(almeno per ora)...

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Manuel

:: domenica, settembre 14, 2003 ::

Ci si sveglia e si resta immobili. Nella poca luce dalla persiana semi-abbassata, si guarda il soffitto biancastro. Il lampadario rotondo di carta marroncina. Il proprio respiro è calmo e le gambe un poco dure, come dopo una lunga camminata. L'impressione di aderire completamente al materasso. Cos'è la pigrizia: l'attesa di un'illuminazione o di qualche novità. Oppure solo l'assenza di azione, la preferenza per la sensazione, l'ascolto passivo e silenzioso. Né bene né male. L'azione è sempre nel bene o nel male ma la sensazzione è perfettamente neutra. Ora non faccio giusto né sbaglio. Resto qui. Su questo letto comodo, fra le lenzuola blu. Poi provo a ricordare ed è già un'azione, irrimediabile. Gli occhi mi fanno male come fisssando un bianco accecante. Lì, ombre in controluce, ci sono i fatti di ieri sera. E' lì ci sei tu, enorme e spaventoso come un ragno in attesa. Ieri non ti vedevo ma ora sì. Come ho potuto ingannarmi: sperare talmente in Jerald, credere che lui potesse bastare. Che l'ossessione per te fosse già finita. Sono un ingenuo. Vivo nell'incoscienza, come in differita. Quello che accade mi è chiaro soltanto dopo. Un giorno un mese un anno. Il ricordo è il mio unico modo di capire. Non so nominare ciò che provo ma solo ciò che ho provato. Il passato è così evidente, il presente non è mai lucido.
posted by angelosenzali 14:41 commenti (2) [+]
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:: martedì, agosto 19, 2003 ::

Questa è la prima copertina del libro...Quando è uscito per una piccola casa editrice, la Pequod. Grazie a loro per averci regalato questo piccolo gioiello di letteratura...Di questi tempi non è poco...


posted by angelosenzali 02:40 commenti (1) [+]
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:: martedì, agosto 12, 2003 ::

Stai calmo, giù di qua va bene, manca poco a casa. Mi segue o non mi segue, non girarti, non sento passi, non sento niente. Questo vicolo è buio. Faccio passi avanti, non sento niente. Questo vicolo è buio. Faccio passi avanti ma il mio corpo non mi segue, cosa succede, il mio corpo si ribella, ha il batticuore e vuole star fermo, il mio corpo è un animale e va addomesticato, accarezzato, come un cane va condotto al guinzaglio, da bravo, seguimi dai. Io e il mio corpo cerchiamo un dialogo ma non è facile convincerlo, bisogna tirarlo e dargli qualche strattone, mi segui o no brutta bestia, vieni forza, va tutto bene sai. Un'altra strada luminosa. Un minimarket notturno, la vuoi la cioccolata? E le patatine? Schiaccio il naso contro la vetrina, guardo negli occhi il negoziante. La sua faccia magra sotto i neon bianchi. Vorrei dirgli vedi, sono pieno di problemi, il mio cane non mi ubbidisce, e un uomo mi insegue. Cosa puoi consigliarmi? La strada è deserta e il mondo sembra cattivo, quando nessuno comprende il nostro male. Il negoziante esce sulla porta e dice ehi, are you all right mister?

E' notte. La solitudine è una morsa che mi stringe, aumenta le ore. Questo peso soffocante. Ho riso tanto senza risultato, ho ancora tutti i miei veleni. Vorrei poter piangere fra le tue mani.O in quelle dolci di mia madre . Molte volte ho ferito mia madre: i giorni che mi invitava a pranzo e non andavo, le volte che non telefonavo, tutti gli anni che non le ho fatto gli auguri di compleanno. Le cose non fatte sono a volte le più gravi. Sono arrivato. Sono addosso alla porta e non trovo le chiavi. Le mie tasche così profonde, non riesco a trovarci niente. O le mie dita troppo corte? Anne, aprimi. Lo so che non sono un vero altruista. Ma ti prego fammi salire. Mi accascio sullo scalino, sono privo di scheletro. Sono privo di forza e anche di materia. Non sono più un uomo ma una specie di spirito. Un bisbiglio, una voce che prega, un richiamo che risale il legno della porta, i muri le finestre, scuote i vetri per svegliarti. E dice Nino, mi senti?, Nino, Nino.


posted by angelosenzali 02:43 commenti [+]
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:: sabato, agosto 09, 2003 ::

Salgo sul tram. Resto in piedi e quando riparte, mi aggrappo al corrimano. Dai finestrini guardo fuori la gente camminare al sole. Le loro mani in tasca e i colletti sollevati. E' vero, anche qui sta venendo il freddo. Perchè non dovrebbe, siamo così a nord. Finchè resiste il sole non ci faremo caso, perchè il sole fa pensare che tutto vada bene e che l'autunno dolce continui, come una versione tiepida dell'estate. Incrocio lo sguardo di una donna seduta e ho l'impressione che lei capisca. Alle mie spallle c'è il freddo e questo freddo mi insegue, chi mi aiuterà? La donna ha capelli biondo sporco e occhiaie segnate, come dopo una notte insonne. Continuiamo a guardarci finchè mi rendo conto. Ha occhi così chiari che è impossibile non vederci dentro, non vedere il suo ghiaccio ancora più duro, più doloroso del mio. Distolgo lo sguardo con un senso di spavento. Anche questo signore anziano ha occhi stanchi, come di qualcuno che ha passato la vita a fuggire, a precedere di un passo la bufera, il ghiaccio, l'inverno freddo da cui non c'è riparo. E uguali sono gli occhi dell'autista, che vedo riflessi nello specchio in alto, sopra il parabrezza. Perchè non riesco a muovere il mio sguardo senza incrociare quello di qualcun altro? Guardo fuori ma anche sul marciapiede c'è gente che muove la testa, gira lo sguardo, cerca i miei occhi. Gli altri mi chiamano, ma io non so rispondere. Il tram fa una lunga curva e mi sembra di perdere l'equilibrio, mi aggrappo più forte, per un attimo ho le vertigini come dopo un girotondo. Potrei lasciarmi andare. Cadere in ginocchio e domandare perdono. Finora ho chiesto a molti di vedere la mia solitudine, ma non ho mai visto quella degli altri. Non esiste il mio solo malessere ma un dolore più esteso, profondo, che unisce le persone l'una all'altra come i segmenti di una lunga cicatrice. Questo dolore chiede di essere accolto, compreso nel suo intero, da me che ne soffro una parte. Forse perchè la mia parte è ancora piccola e in me c'è altro posto, ulteriore resistenza. Capisco che il dolore è un peso che va diviso, a seconda della nostra forza. Se io fossi giusto dovrei offrirmi, aiutare chi è più stremato. Ma non credo di essere giusto. Conosco queste parole: giustizia, comprendere, condividere, ma non so esattamente il loro significato, non so a quali atti esse corrispondano. Forse a nessun atto a inutili teorie. O forse ad atti che sono troppo coraggiosi perchè io li possa immaginare. Intuisco che l'altruismo debba passare attraverso il sacrificio, ma il pensiero del sacrificio mi provoca un'instintiva ribellione. Il miraggio della mia felicità personale è ancora troppo vicino. Essere arrivato a un passo da questa felicità mi fa desiderare, con gli stessi mezzi, un nuovo tentativo, come uno scalatore scivolato giù dalla montagna che si rialza, tutto ammaccato, e riprende da capo la scalata. Rinunciare a questi mezzi... Il tempo libero, i miei pochi soldi, i miei progetti, la possibilità del divertimento, la speranza di incontrare un nuovo amore proprio nei luoghi, che sembrano adatti, del tempo libero e del divertimento. Rinunciare a questi mezzi sarebbe come abbandonare la strada conosciuta per imboccarne un'altra nuova e rischiosa.
posted by angelosenzali 05:41 commenti [+]
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:: domenica, luglio 27, 2003 ::

Cos'è questa musica: un canto d'amore in una tempesta di meteore. Il pubblico è muto, trattiene il respiro: Marta mi prende la mano. Io gliela stringo, sento il calore. Poter avere per sempre questo calore che mi sostiene, mi dà coraggio. Poter sentire per sempre questa canzone come un richiamo, una guida verso un punto sempre più vicino. So che non sarà così. Ci saranno momenti, quasi tutti, senza calore e senza richiami. Resterò solo, lo so, nella tempesta di meteore. L'aria mi mancherà e non avrò riparo, non saprò dove andare. Vivrò in apnea. Le occasioni di respirare saranno poche e difficilii da ottenere. Sembrerà la fine, eppure resisterò. Tutto è poco e difficile, ma io mi voglio impegnare...!!!


posted by angelosenzali 06:06 commenti [+]
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:: giovedì, luglio 17, 2003 ::

E' bello uscire per il piacere di tornare. una casa accogliente è il trampolino di lancio per i nostri voli, e il materasso per i nostri atterraggi.
posted by angelosenzali 02:32 commenti [+]
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:: martedì, luglio 15, 2003 ::

I sentimenti li immaginiamo molto semplici, prima di sperimentarli. Oggi in me ho sensazioni confuse, connesse l'una all'altra come i bastoncini dello shangai.
posted by angelosenzali 03:03 commenti [+]
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:: lunedì, luglio 14, 2003 ::

Non voglio chiedere nulla e solo a volte, se avrò fortuna, ricevere quei regali spontanei che rendono felici. Riuscire a dare senza mai dover chiedere, non sarebbe questa la condotta perfetta?
posted by angelosenzali 03:50 commenti [+]
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:: domenica, luglio 13, 2003 ::

Camminare su questa strada, fra queste persone. Come un angelo vorrei fare luce, stendere la mano, donare la pace. Non sono un angelo. Nessuno più mi guarda. Certo, mi dico mentre cammino, non è necessario pensare a svolte così assolute. La scelta non è fra egoista e santo, fra occuparsi unicamente di sé o completamnete degli latri. Far sì che il mio sguardo sia disponibile, attento, che la mia memoria ricordi le esigenze altrui. Non solo di coloro da cui voglio essere amato, ma anche di chi non mi amerà mai. E poi, perchè così spesso dimentico chi mi ama gia?
posted by angelosenzali 02:32 commenti [+]
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:: giovedì, luglio 10, 2003 ::

Marco Mancassola, autore del libro: Il mondo senza di me, al quale è dedicato questo blog


posted by angelosenzali 01:10 commenti [+]
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